Berlusconi dimettiti

sabato 21 agosto 2010

BERSANI LANCIA MOBILITAZIONE PORTA A PORTA Coinvolti i tre milioni di elettori delle primarie, tutti gli iscritti e le migliaia di amministratori locali


Appuntamento a settembre per la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso, grazie agli oltre tre milioni di elettori delle primarie, a tutti gli iscritti e alle migliaia di amministratori locali.                                                 Dobbiamo raggiungere il più alto numero di italiani, casa per casa, e informarli dei danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni, e per lanciare nostra proposta di governo.

Sarà il segretario Bersani a lanciare la manifestazione alla Festa nazionale del Pd, che si aprirà il 28 agosto a Torino.

mercoledì 18 agosto 2010

Addio a Francesco Cossiga

Ieri, alle 13,18 si è spento all'ospedale Gemelli di Roma il presidente emerito Francesco Cossiga. Cordoglio unanime è arrivato dal mondo della politica.                                                                                 Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, lo ricorda come “una persona singolare e straordinaria e una parte della nostra storia”.                                                                                     Una storia vissuta da protagonista, aggiunge Dario Franceschini, capogruppo dei democratici alla Camera, “un uomo di cultura e un politico appassionato: in tutte le cariche istituzionali che ha ricoperto ha sempre agito con senso dello Stato e non ha mai rinunciato alla provocazione intellettuale".

Con la scomparsa di Cossiga, ricorda il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti, “perdiamo una personalità di rilievo per la storia del nostro Paese. A lungo impegnato nelle istituzioni, anche in periodi delicati e tragici, la sua azione ha inciso profondamente nella vita della Repubblica”.
Per Piero Fassino, invece, Cossiga era “figlio di un mondo bipolare e di un’epoca in cui la politica si nutriva di ideologie e di appartenenze forti”. “Francesco Cossiga – ricorda ancora Fassino - ha attraversato la vita politica della Repubblica e i suoi momenti più difficili da protagonista, in modo talora controverso, ma sempre attento al ruolo insostituibile delle istituzioni elettive e dei partiti politici”.

Cordoglio per la scomparsa dell’ex-presidente della Repubblica arriva anche da parte di Roberta Angelilli e Gianni Pittella, vicepresidenti italiani del Parlamento europeo, che ricordano nel loro messaggio come Cossiga fosse “una personalità di primissimo livello non solo in Italia ma nota e stimata in Europa e nel mondo”.

Anche il PD Sardegna ha voluto ricordare il corregionale che tanto ha amato quell’isola, tanto da volervi ritornare nel suo ultimo viaggio. “Di lui va ricordata – scrive Silvio Lai, segretario regionale del Pd - la profonda fedeltà alle istituzioni, all’unità del Paese, la radicale appartenenza alla nostra isola e la matura laicità, oggi sempre meno frequente, di cattolico impegnato”.

giovedì 5 agosto 2010

sabato 31 luglio 2010

martedì 27 luglio 2010

Claudio Lecce nuovo segretario provinciale Pd

 Claudio Lecce è stato eletto nuovo coordinatore provinciale del partito nell'assemblea di ieri pomeriggio. Le diverse correnti hanno trovato la convergenza sul nome dell'attuale presidente dell'Ater. Cattolico moderato e membro della componente di Area Democratica, Lecce succede a Bevilacqua.
Un incarico che comunque durerà solamente lo spazio di un'estate, dal momento che a ottobre è previsto il congresso provinciale.
Un nome che rappresenta una sintesi importante, capace di dare al
Pd la tranquillità di cui ha bisogno per affrontare le sfide elettorali che lo attendono in molte città della provincia, non ultima quella che il prossimo anno si giocherà sul campo proibitivo del capoluogo.

Tutti convinti, alla fine dei lavori, che con questa scelta si è riusciti ad eleggere un segretario che conosce a fondo le dinamiche del partito e sa svolgere meglio di tanti quel ruolo di mediazione indispensabile nel mare magnum del Pd provinciale.
La sensazione, insomma, è che ieri, da quella sala, si sia usciti con una segreteria per la prima volta concretamente partecipata.

Il Pd Lenola augura buon lavoro al nuovo segretario provinciale.

lunedì 19 luglio 2010

Borsellino, oggi 18 anni fa

Diciotto anni fa la mafia toglieva la vita a Paolo Borsellino, un magistrato rigoroso, competente, in prima fila nella lotta contro la mafia e alla sua scorta. Un ricordo che non deve perdersi nel tempo né trovare un ingiustificato “silenzio” da parte delle istituzioni

 Diciotto anni fa la mafia toglieva la vita a Paolo Borsellino, un magistrato rigoroso, competente, in prima fila nella lotta contro la mafia e alla sua scorta. Un ricordo che non deve perdersi nel tempo né trovare un ingiustificato “silenzio” da parte delle istituzioni.

“E’ nostro dovere ricordare la figura di Paolo Borsellino. A diciotto anni dalla strage di via D’Amelio dobbiamo impegnarci perché non si affievoliscano nel Paese né la sete di verità e di giustizia, né la volontà di costruire una convivenza civile che possa fondarsi su una piena
affermazione di legalità. Non potremmo dire di aver onorato fino in fondo la memoria di Borsellino, e quella dei tanti eroi caduti nella lotta alla mafia, finché una parte del territorio nazionale sarà condizionato dalla criminalità organizzata, finché l’economia sarà distorta da inquinamenti mafiosi e, più in generale, finché i diritti dei cittadini saranno negati e considerati come favori. La crisi di legalità che da troppo tempo riguarda l’Italia sta erodendo le fondamenta stesse del nostro vivere civile.

Occorre, perciò, ripristinare quei valori che hanno segnato la vita e il lavoro di uomini come Borsellino. Non c’è altra via per onorarne davvero la memoria se non quella di impegnare tutta la classe dirigente affinché vengano ristabiliti comportamenti adeguati, senso dello Stato, rispetto delle istituzioni democratiche e un civismo rinnovato e diffuso. Questo è valso eroicamente per Paolo Borsellino, questo deve valere quotidianamente per tutti noi”. Con queste parole il segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha ricordato la figura di Paolo Borsellino nel 18° anniversario dalla strage di Via D'Amelio.

Per Walter Veltroni la strage di via D'Amelio è "stata sicuramente un'azione con l'obiettivo di condizionare l'esito della vita pubblica del Paese, non c'è alcun dubbio, è stato così in tutti i momenti più delicati della storia d'Italia. E' successo anche nel '92-'93, come periodo di transizione. Non ci si spiega altrimenti perché iniziano le stragi e poi finiscono".

 

 

 

domenica 11 luglio 2010

TESSERAMENTO PD 2010


Oggetto: Tesseramento PD 2010


Caro tesserato/a,

sono lieto di invitarti a ritirare la tessera 2010 durante la giornata del tesseramento che si terrà il giorno 18- 07- 2010 presso il Parco Mondragon nei seguenti orari:   08.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00


                                              IL COORDINATORE PD LENOLA
                                                            Di Fonzo Giancarlo

FAI LA TUA PARTE PER COSTRUIRE L’ALTERNATIVA

Il Partito Democratico è il partito del nuovo secolo. Il nostro compito è parlare dell’Italia, delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale con i territori e con i cittadini. Vogliamo dare un radicamento popolare al nostro partito, per convincere l’Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e realizzare un’idea di futuro per un’Italia migliore. Vogliamo essere il partito della Costituzione e della nuova unità nazionale. E mettiamo al centro della nostra proposta politica il lavoro, l’istruzione, la salute, l’ambiente, i diritti delle persone e il rispetto delle Istituzioni. E’ un messaggio profondo, chiaro e diretto: un messaggio Democratico. Per Costituzione.

                                                                         Pier Luigi Bersani
                                                                 segretario del Partito Democratico

sabato 3 luglio 2010

Giovani ridotti a spot di governo

Il provvedimento della maggioranza sulle comunità giovanili è l’ennesimo spot di governo.                                                       Picierno: "Alto il rischio che i finanziamenti vadano alle comunità amiche"

È approdata in Aula, la proposta di legge presentata dalla Maggioranza a sostegno delle associazioni giovanili, che appare come l’ennesimo spot di questo Governo. L’unico risultato positivo è stata l'integrazione apportata dagli emendamenti del Pd, per il coinvolgimento degli Enti locali nell’Osservatorio nazionale sulle comunità giovanili. Anche in questo contesto il Partito democratico ha operato per promuovere con ogni mezzo la crescita sociale e culturale delle nuove generazioni attraverso la valorizzazione del ruolo dei Comuni, luogo naturale di vita e di incontro dei giovani.

Ha detto Luciana Pedoto, deputata Pd in Commissione Affari sociali: “Gli enti locali devono essere coinvolti nella designazione dei componenti dell’Osservatorio nazionale sulle comunità giovanili. È questo il senso dei nostri emendamenti che sono stati accolti durante la seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Affari sociali della Camera”.

“Con il nostro contributo– ha proseguito Pedoto – si stabilisce che tra i componenti dell’Osservatorio almeno uno deve essere designato dagli enti locali, conferendo pieno rilievo alla rappresentanza territoriale dei Comuni. Viene anche introdotta la novità, l’intesa con la Conferenza unificata, sede naturale di raccordo tra centro e periferia, sui compiti e finalità dell’Osservatorio.

Ha aggiunto la parlamentare Pd: “Mi auguro che nella fase attuativa della legge venga dato riconoscimento anche agli oltre 20mila giovani amministratori italiani”.

Ha osservato però Pina Picierno, parlamentare Pd: “Qual è la vera proposta del Ministro Meloni? In quanto, la Proposta di legge arrivata in Aula, non riguarda un nuovo sistema di finanziamento delle associazioni giovanili. Non è chiaro se interessi associazioni esistenti o da creare ad hoc. Non si tratta di un investimento nella riqualificazione degli edifici pubblici per farne spazi di aggregazione. Non è nemmeno un programma per promuovere il volontariato, per l’orientamento al lavoro, perché altrimenti si sarebbe cominciato dalle esperienze già esistenti. Infine, non è una riforma dell’associazionismo giovanile: perché non prevede nessun ulteriore spazio di partecipazione democratica dei giovani. Insomma, il provvedimento Meloni, si riduce alla creazione di un ennesimo Osservatorio e dell’ennesimo registro a cui iscrivere le associazioni, rimandando tutto all’ennesimo decreto-legge. Ci auguriamo non sia l’ennesimo tentativo di attribuire fondi pubblici in maniera un pò’ troppo discrezionale”.

Della stessa idea, Fausto Raciti, Segretario nazionale dei Giovani democratici, che nel merito ha espresso ciò che realmente interessa il mondo giovanile: "A noi sta a cuore che le comunità abbiano un'impostazione plurale e che non siano piegabili a strumentalità politiche di sorta e che siano aperte ai temi della solidarietà, della cultura, ai diritti delle persone".




 

giovedì 24 giugno 2010

Qualcuno dirà che la Padania sarebbe arrivata più avanti?



"L'Italia contro la Slovacchia? Tanto la comprerà. Vedrete che il prossimo anno 2-3 calciatori slovacchi giocheranno nel campionato italiano" (U.Bossi)


La domanda che si pone quasi naturalmente è:come si ci può ancora meravigliare? Passano in secondo piano le polemiche, in secondo piano reazioni,comunicati e commenti dei diretti interessati e degli altri 55 milioni di commissari tecnici per il solo fatto che alla luce dei precedenti l'ultima, comunque straordinaria nella suo essere pensata, esternazione del Senatùr è solo una scintilla di un fuoco, di cui l'Italia farebbe bene ormai a non far finta che sia alimentato da sola paglia. E' chiaro che nella testa di Bossi serpeggia l'idea autentica dell'indipendenza della Padania.
Mi spiego:il processo logico che sta alla base dell'ultima chicca è talmente immediato che solo la stoltezza tricolore è capace di fraintenderlo: Padania indipendente,ergo nazionale propria,ergo è avversario qualunque altra nazionale, ergo l'Italia è avversaria, ergo l'Italia deve perdere. Nell'intreccio di ideali nazionalisti e comune pensare sportivamente si spiega. Ma guai a pensare che l'intreccio cammini di pari passo; è bensì il nazionalismo che si pone da colonna portante attorno a cui si srotola qualsiasi altro tema.
Se sfogliamo gli annali, troviamo (anche se è un'operazione "giornalisticamente" non valida non citarle) svariate volte in cui Bossi parla apertamente di lotta per l'indipendenza, con tanto di invito ai padani ad imbracciare le armi, svelando il carattere violento del movimento leghista, un carattere che nell' ordinaria quotidianità viene solo lambito, paventato dal loro agire. Senza giri di parole, per l'attuazione del progetto leghista, che staziona in Parlamento sotto il nome di federalismo fiscale, la guerra non è disprezzata.
Ritorniamo al nostro punto:e cos'è allora questa gonfiata polemica intorno agli Azzurri?Quali sono i motivi di tanta agitazione? Mistero per i meno, necessaria risposta alla provocazione pallonara per l'italiano medio, che rappresenta i più, che rappresentano la maggioranza come è giusto che sia in democrazia. Forse qualcuno non si è accorto che quel potere enorme del potere di rispondere a certe provocazioni, che si chiama,direi quasi "celestialmente", libertà di pensiero e di parola, rischia grosso dinanzi a ciò che c'è dietro alla base delle parole del leader del carroccio. Forse ci sarebbe anche una spiegazione a tanta veemente reazione: Bossi non solo ha offeso gli italiani, ma anche gli slovacchi,accusati indirettamente di essere corruttibili, un popolo che vive per la prima volta nella sua storia l'esperienza dei mondiali dall'indipendenza del 1993 e che in materia di oppressione non ha nulla da invidiarci, anzi. Ma escludo a priori questa ipotesi e perchè è abitudine del buon italiano pensare esclusivamente alla propria pancia e perchè il Bossi-pensiero viene collocato instantaeamnte, sempre per inierziale abitudine,dalla mente dell'italiano nel già affolato campo del dibattito sportivo, escludendo così qualsiasi altra implicazione di portata più ampia.

Intanto oggi l'Italia, campione in carica, saluta mestamente il Sudafrica, eliminata dalla Slovacchia. La delegazione italiana disse che in caso di vittoria avrebbe devoluto i fondi al comitato organizzatore per le celebrazioni del 150° anno di unità, scatenando la più o meno celata disapprovazione dei leghisti.
Diamo merito a Lippi di essere riuscito nella notevole impresa di aver messo d'accordo Garibaldi e Bossi.

mercoledì 23 giugno 2010

Con i sindaci ed i cittadini. PDL e Lega dove siete?


Bersani sfida Umberto Bossi ad andare oggi in mezzo ai sindaci che protestano davanti al Senato contro la manovra. "Se vuol venire a dire la sua a questa manifestazione dei sindaci, credo sia il benvenuto", ha detto il segretario del Pd dopo avere incontrato i primi cittadini di diversi Comuni in piazza Navona. Bersani ha portato ai sindaci, che indossano la fascia tricolore, la solidarietà del Pd che sta cercando di cambiare i contenuti della manovra.

Ma Bossi non si è visto e invece da quando c'è questo "federalismo fatto di chiacchiere, i Comuni non sono mai stati messi peggio, si danno botte micidiali ai servizi e sono botte targate Lega". Botte i cui lividi si fanno già sentire nel centrodestra visto che la manovra non piace neanche al sindaco di Milano, Letizia Moratti che ha inviato un suo assessore, o a Roberto Formigoni che chiede non aggiustamenti ma una nuova manovra.

Erano tanti a piazza Navona, di fronte al Senato, i sindaci che hanno aderito alla manifestazione indetta dall’ANCI (Associazione nazionale dei comuni italiani), indossavano una corda al collo e esponevano cartelli con su scritto: "Comuni con il cappio al collo" e "Comuni affetti da instabilità del patto”, una manifestazione di tutte le amministrazioni, non solo di centrosinistra, tutte colpite da tagli ingiusti.

E il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, dal palco della protesta è tornato a lanciare l’allarme: “Il governo cambi la manovra o i servizi essenziali per i cittadini sono a rischio, se la manovra non cambia rischiamo di non fare il nostro dovere, che è quello di fornire i servizi ai cittadini”. Chiamparino ha chiesto principalmente due modifiche: “Chiediamo che la manovra cambi modificando il patto di stabilità e introducendo criteri di meritocrazia”.

La stessa linea di Bersani che ha ribadito quanto dice da tempo: “In gioco ci sono i servizi fondamentali. E con questo meccanismo berlusconian-tremontiano, si dà la pistola in mano agli enti locali si fa sparare al popolo, non alle quaglie. Metà della manovra ricade addosso ai servizi fondamentali ed è per questo che i sindaci devono reagire, la finanziaria non è contro i sindaci ma contro i cittadini perché metà della manovra ricade addosso ai servizi ed è per questo che i sindaci reagiscono e noi con loro, per dire che queste misure non vanno bene".
"Come Pd - ha ricordato - abbiamo presentato proposte anche per prendere i soldi altrove, non solo per dire di no, ma purtroppo c'è poca attenzione. Ma se c'è la volontà di ragionare, come dicono, troviamo soluzioni diverse. Siamo pronti a discutere con le nostre proposte. Non diciamo solo dei no, ma anche i come e i sì. Se c'è la volontà, pur tenendo fermo il saldo dei 24 miliardi, troviamo altre soluzioni e su questo siamo pronti a discutere" ribadisce il segretario del Pd che si riferisce agli emendamenti presentati dal suo partito alla commissione Bilancio del Senato.

E poi va smontata la favola della manovra anti-sprechi, come dice anche Chaimparino: “Non accetto il messaggio morale che viene da questa manovra che lo spreco venga solo dalle autonomie locali. Facciamo un giro per i ministeri per fare un tavolo tecnico, un modo per trovare la copertura dei tagli da altri centri di spesa lo troveremo. Sui costi della politica ci siano anche decisioni che fanno seguito alle dichiarazioni di intenti. 'Come associazione abbiamo chiesto da tempo di istituire una commissione terza che valuti in maniera equilibrata i problema presso tutti i settori dell'amministrazione. Si riunisca e prenda una decisione”

Quanto poi al patto di stabilità ne ha evidenziato l'inutilita'. ''Come e' al momento non rappresenta piu' niente e rischia di determinare anche un effetto distorsivo sui Comuni che hanno risorse, ma non possono spenderle per dare ossigeno all' economia''.
Parla di “un'iniziativa giusta e motivata, perché la manovra non è equilibrata tra i diversi comparti” il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani, presente alla manifestazione. Errani ha ribadito la necessità «di cambiare la manovra per renderla più equamente equilibrata visto che oggi si scarica il peso per oltre il 90% sulle autonomie locali».

Ad Alemanno che si lamentava della strumentalizzazione per via della presenza di Bersani risponde Davide Zoggia, responsabile Enti locali della segreteria nazionale del Partito democratico: “Alemmano si rassegni: la protesta dei sindaci è sì istituzionale, ma il suo contenuto è tutto politico perché si tratta di una vicenda che tocca nel profondo la vita dei cittadini. E’ dunque non solo diritto, ma dovere di chi la politica la fa far sentire la propria vicinanza a chi sta conducendo una battaglia sacrosanta, che sia un sindaco di destra o di sinistra. Dunque, il problema non è la presenza di Bersani in piazza, ma semmai l’assordante assenza della maggioranza di governo. Gli amministratori locali devono continuare la loro pressione sul governo affinché la manovra venga realmente modificata per ciò che riguarda i territori. Se Tremonti ha le idee chiare, formuli proposte concrete che, possibilmente, rispondano alle esigenze delle famiglie e delle imprese”.

La solidarietà ai sindaci da tutto il PD.

Già la scorsa settimana Davide Zoggia e Claudio Martini, presidente del Forum Politiche del territorio del Pd avevano valutato positivamente la anifestazione: “Bene l’Anci, che ha scelto di portare in piazza la protesta dei comuni. I tanto sbandierati tagli alla spesa pubblica presenti nella manovra si rifletteranno in un drastico svuotamento dei servizi erogati ai cittadini, e solo in minima parte sui ministeri e sulle strutture centrali dello Stato. E’ davvero strano che la Lega non si senta chiamata in causa da una tale macroscopica ingiustizia nei confronti degli amministratori locali, categoria di cui non ha perso occasione di farsi portabandiera in occasioni meno scomode”.
“Altro che autonomismo locale e federalismo… solidarietà ai sindaci e solidarietà ai cittadini!” dichiara oggi la senatrice del PD Mariapia Garavaglia. "Da due anni il governo avrebbe potuto trasferire, se solo l'avesse voluto, il 20% di Irpef, come chiedeva il movimento dei sindaci veneti. Invece, come è stato sottolineato da molti amministratori locali alla manifestazione di oggi, andiamo incontro a uno scenario disastroso e anche paradossale: le scuole, già tartassate dai tagli delle precedenti finanziarie, adesso s'apprestano a subire nuovi enormi disagi, con il taglio dei servizi integrativi che i comuni, a causa della manovra, non potranno più garantire. Viene da chiedersi che tipo di futuro la destra voglia dare all'Italia".

Antonio Rusconi, capogruppo Pd in Commissione istruzione fa sapere che "Come amministratore e ex vice presidente nazionale dei sindaci dei piccoli comuni sono in piazza coi sindaci che protestano contro la manovra finanziaria, contro questo federalismo alla rovescia che prevede pesanti tagli agli enti locali e che, soprattutto, sulla scuola costringerà molte famiglie a rivolgersi a sindaci e assessori per avere insegnanti di sostegno e per la copertura delle mense. Vergognoso poi è che perduri il patto di stabilità che punisce allo stesso modo comuni virtuosi o meno".

Il capogruppo Pd alla regione Lazio Esterino Montino in una nota ha comunicato l’adesione del Gruppo Pd alla protesta dei sindaci con una delegazione. Insomma Bossi non si è visto, il PD sì.

mercoledì 16 giugno 2010

SARDEGNA E SICILIA, VINCE IL CENTROSINISTRA

Elezioni amministrative in Sardegna: il centrosinistra conquista 6 province su 8 e vince i ballottaggi nei comuni. Anche in Sicilia vittoria a Gela, Enna e Milazzo. Bersani: “Una bella vittoria per il centrosinistra. Un en plein che non lascia discussioni". Lai (Pd): “Da Sardegna segnale politico al Paese”. Zoggia: “ Con proposte di governo serie e concrete si vince"  

Ballottaggi vittoriosi per il Pd nelle isole maggiori. In Sardegna si tornava a votare per eleggere i Presidenti di tre Province: Cagliari, Nuoro e Ogliastra e i sindaci di quattro comuni oltre i 15.000 abitanti: Iglesias,PortoTorres, Nuoro e Sestu. E abbiamo vinto in tutti i casi.

Graziano Milia e Roberto Deriu si sono riconfermati Presidenti rispettivamente delle province di Cagliari e Nuoro.
Clamorosa è stata la rimonta di Graziano Milia nel capoluogo di regione: ha battuto il candidato della coalizione di centro destra Giuseppe Farris che aveva chiuso il primo turno in vantaggio di 13 punti. Milia ha ottenuto il 52,42 per cento dei consensi (61.785 voti)..

A Nuoro: il Presidente uscente Roberto Deriu ha sconfitto Luigi Crisponi, candidato del centro-destra con il 51,5 per cento dei consensi contro il 48,5 di Crisponi.
In Ogliastra, dopo un lungo testa a testa, Bruno Pilia, sostenuto dal centrosinistra, con il 51,41 per cento delle dei voti ha avuto la meglio su Sandro Rubiu, del centro-destra che si è fermato al 48,58 per cento.
Sul fronte delle comunali, ad Iglesias Pierluigi Carta del centrosinistra, si è riconfermato sindaco con il 50,93 per cento delle preferenze contro il 49.06 dello sfidante Paolo Fogu sostenuto dal centrodestra. Centrosinistra vincente anche a Nuoro, dove Alessandro Bianchi ha trionfato con il (55,28 per cento) mentre Paolo Manca che si è fermato al 44,71 per cento. A Porto Torres il nuovo sindaco è Luigi Beniamino Scarpa alla testa di una coalizione di centrosinistra che ha battuto il sindaco uscente Luciano Mura, sostenuto, tra l'altro, anche dal Pd, con il 54,33 per cento delle preferenze. E a Sestu Aldo Pili vince con il 51,15%.
Anche in Sicilia vittoria nei ballottaggi per i sindaci di tre comuni: Enna, Gela e Milazzo.
A Gela, Angelo Fasulo è stato eletto sindaco, appoggiato da Pd, Mpa e due liste civiche. Ha preso il posto dell'europarlamentare ex sindaco del Pd, Rosario Crocetta ottenendo il 17.224 delle preferenze, pari al 54,16% dei voti. Fasulo ha vinto per la seconda volta il 'derby' interno al Partito democratico che lo ha visto contrapposto al compagno di partito Lillo Speziale, Presidente dell'Antimafia regionale, appoggiato da Udc e cinque liste civiche, ha ottenuto 14.580 voti, pari al 45,84% delle preferenze.
Ad Enna, Paolo Garofalo, sostenuto dal Pd e due liste civiche, è stato eletto sindaco, Al ballottaggio ha ottenuto 7.715 preferenze, ottenendo il 58,50% dei voti. Il suo rivale, Angelo Moceri, appoggiato da Pdl, Mpa e da una lista civica, ha ottenuto 5.473 preferenze, ottenendo il 41,50% dei voti.
Carmelo Pino è il nuovo sindaco di centrosinistra di Milazzo, nel Messinese. Sostenuto da Mpa, Pd e sei liste civiche, al ballottaggio ha ottenuto 8.949 preferenze, pari al 52,04% dei voti. L'altro candidato, l'uscente Lorenzo Italiano, appoggiato da Pdl, Udc e nove liste civiche, ha ottenuto 8.248 voti, pari al 47,96% delle preferenze.

"Una bella vittoria per il centrosinistra. Un en plein che non lascia discussioni". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha commentato la vittoria dei candidati del Pd e del centrosinistra nelle maggiori isole.

Davide Zoggia, Responsabile enti locali del PD vede come fondamentali per le vittorie “Sia il recupero di Milia a Cagliari che la scelta degli apparentamenti a Nuoro. E la destra, partita spesso in vantaggio con i risultati del primo turno, evidentemente ha smarrito consensi e non ha convinto i sardi”.
Zoggia ha analizzato anche il dato siciliano: “Al successo in Sardegna, si aggiunge il buonissimo risultato conseguito dal Partito democratico in Sicilia, con la vittoria nei comuni. Ciò conferma da un lato della progressiva perdita di credibilità e di forza propulsiva da parte della destra e dall'altra delle enormi potenzialità che ha davanti a sè il Partito democratico", ha concluso Zoggia, "Che quando si presenta coeso, al fianco di alleati affidabili e forte di proposte di governo concrete e serie riesce ad essere vincente. Una giornata che fa davvero ben sperare per il futuro".

Silvio Lai, Segretario regionale del PD in Sardegna, è soddisfatto: “La Sardegna manda un segnale politico al Paese. Solo l’anno scorso il centrodestra avrebbe vinto in quasi tutte le 8 province al voto. Ma dopo un anno di governo disastroso i sardi hanno scoperto il gioco delle tre carte di Berlusconi e Cappellacci e riprendono a dare fiducia alle coalizioni di centrosinistra. E’ l’inizio da cui ripartire. Per il Pd, per il centrosinistra, è un segnale importante, un segnale di fiducia che dobbiamo far crescere e rafforzare già da subito, tutti insieme. Bisogna seguire la strada che abbiamo tracciato per queste elezioni e che i nostri elettori ci chiedono con forza di percorrere da tempo: unità nel Pd, coalizioni competitive e coese sui programmi. Queste – ha proseguito Lai - dovranno essere le nostre parole d’ordine da qui in avanti, solo così possiamo tornare ad essere credibili come alternativa e puntare a riprendere il governo della Regione. I nostri primi interlocutori dovranno essere quei tanti, troppi sardi che hanno disertato le urne. La bassa affluenza al voto è un segnale forte per tutta la politica isolana.”
Per Lai probabilmente anche le inchieste sull’eolico che hanno coinvolto il governatore Cappellacci e Denis Verdini hanno influito sul voto e sull’astensione, molto alta: “Sicuramente hanno inciso anche le ultime vicende di cronaca che hanno investito parte della politica e delle istituzioni isolane. Ma ha pesato però anche il disamore per le province, le cui funzioni vengono percepite forse poco chiaramente. Questa dovrà essere la sfida principale per gli eletti presidenti alle Province di centrosinistra: far percepire con chiarezza ai propri cittadini l’utilità reale delle province, con servizi che aiutino a migliorare la qualità della vita concreta e quotidiana, con al primo posto l’impegno per il lavoro che abbiamo scelto come nostra priorità”.

Soddisfatto dei risultati ottenuti dal Pd e dal centrosinistra in Sardegna e per l’ottimo risultato conseguito in Sicilia anche Nico Stumpo, responsabile Organizzazione del Pd. “Questa tornata elettorale segna una pesante sconfitta per la destra e premia il buon governo del centrosinistra e una politica delle alleanze che ha convinto le elettrici e gli elettori. Il centrodestra –ha commentato Stumpo - che un anno fa in Sardegna aveva vinto le regionali e che appariva in vantaggio in molte realtà al primo turno, è stato abbandonato dal suo elettorato. Il Pd è tornato competitivo con le sue proposte di governo”.

sabato 12 giugno 2010

Bersani: "Manifestazione nazionale del PD al Palalottomatica il 19 giugno"


Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, annuncia la Manifestazione nazionale del Pd per sabato 19 giugno al Palalottomatica di Roma. Ha rivolto un invito ad esserci "per un'altra politica economica, per la crescita e il lavoro, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti sociali colpiti dalle scelte del governo. Vieni anche tu, facciamoci sentire!". Tutti al Palalottomatica allora “per il lavoro, l'equità fiscale, la scuola. Per dire il nostro no a una manovra che colpisce i soliti noti e non contiene alcuna misura per la crescita. Per questo ha fatto bene il segretario Bersani, a mobilitare il Partito Democratico per il prossimo 19 giugno" dice Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati PD. E il 19 un posto speciale sarà riservato “al mondo della scuola, smantellato da tagli e scelte miopi e pericolose per il futuro del Paese” dichiara Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale del Pd.

“Il Pd da tempo denuncia con forza che la manovra da 24 miliardi di euro viene scaricata per 15 miliardi, ossia più della metà, su Regioni, Province e Comuni, e che questo si tradurrà in tagli a catena sulle risorse destinate alla scuola. Per la prima volta in molte regioni i bambini che usciranno dall’asilo nido non troveranno posto nella scuola dell’infanzia. Per questo invitiamo insegnanti, studenti e genitori, a partecipare all’iniziativa del Pd contro la manovra. Sarà una occasione importante per dire no al Paese che sta disegnando per noi il governo della destra, un Paese che non investe sulla crescita reale, che danneggia il futuro delle giovani generazioni e ricaccia le donne a casa”.

No a questa manovra con proposte alternative, chiediamo di tornare ad investire sulla conoscenza diffusa e sull'istruzione pubblica di qualità per dimezzare i tassi di dispersione scolastica e triplicare il numero di laureati, come chiedono gli obiettivi di Europa 2020. Chiediamo di sottrarre dai vincoli del patto di stabilità le spese d'istruzione e gli investimenti per l'edilizia

scolastica. “Sono queste solo alcune delle proposte che porteremo il 19 giugno al Palalottomatica ed è su questo che, insieme a tantissimi cittadini, sfideremo governo e maggioranza” conclude la Puglisi. Davide Zoggia, responsabile Enti Locali della segreteria del Pd ricorda come la manifestazione nazionale per un'altra politica economica, per la crescita e il lavoro e per dare voce a chi è colpito dalle scelte del governo sarà anticipata da altre iniziative. Con un obiettivo: far sì che il Parlamento “ascolti la voce dei comuni italiani, che anche oggi attraverso il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, denunciano l’insostenibilità della manovra. Nonostante le false rassicurazioni del governo, la manovra presentata alle Camere chiede ai comuni un contributo doppio rispetto a quanto annunciato. Un provvedimento che, di fatto, li condanna alla paralisi con pesanti ricadute sulla qualità dei servizi ai cittadini. Il Partito democratico boccia questa manovra che, oltre ad essere iniqua, è in assoluta contraddizione con le politiche del federalismo fiscale, perché scarica oltre la metà del peso del provvedimento sugli enti locali. È l’ennesima prova che i proclami leghisti sono solo propaganda”.

venerdì 4 giugno 2010

IL CENTROSINISTRA CRESCE

I risultati delle elezioni amministrative in Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige confermano l'inversione di tendenza che si era manifestata un anno fa alle elezioni regionali e la bontà delle scelte fatte sia nelle candidature sia nella costruzione delle alleanze


Tre a due per il centrosinistra e tre province al ballottaggio. Questo è il risultato delle elezioni amministrative che hanno coinvolto la Sardegna domenica e lunedì scorsi. Discorso più complicato in Sicilia: sono andati al voto una quarantina di comuni tra cui Enna, dove il centrosinistra, nonostante abbia ottenuto il doppio dei voti degli avversari, è costretto al ballottaggio. Il Pd, alleato del SVP, si conferma in quasi tutte le amministrazioni locali nel voto del Trentino Alto Adige.

Anche in queste elezioni amministrative sono state caratterizzate dal forte astensionismo che ha toccato valori molto alti in Sardegna e più contenuti in Sicilia. A Cagliari è stato registrato un calo del 15% rispetto a cinque anni fa passando dal 62% al 47%; a Nuoro il segno meno è stato pari al 5%, dal 70,6% del 2005 al 65,1% di ieri.

A Sassari si confermata Alessandra Giudici Fogu che con il 50,7% ha sconfitto al primo turno Mariano Mameli che ha raggiunto il 41%. Nel Medio Campidano è stato Fulvio Tocco, col 55,3% ad essere eletto presidente della Provincia così come Salvatore Cherchi col 50,35%e ha vinto nel Carbonia-Iglesias. Saranno necessari i ballottaggi per conoscere i risultati definitivi nelle province di Cagliari, Nuoro e Ogliastra.
Per quanto riguarda i comuni, a Sassari, il sindaco uscente di centrosinistra, Gianfranco Ganau è stato confermato con quasi il 66% dei consensi migliorando di 8 punti il risultato di 5 anni fa. Il centrosinistra ha vinto anche a Sanluri, Tempio Pausania e Tortolì. Ballottaggi a Nuoro e Iglesias.
Per Davide Zoggia, responsabile Pd degli Enti locali, “i primi risultati che arrivano dal voto amministrativo della Sardegna sono certamente positivi: il centrosinistra cresce e inverte la tendenza che si era manifestata un anno fa alle elezioni regionali e questo conferma la bontà delle scelte fatte sia nelle candidature che nella costruzione delle alleanze. In molte province siamo avanti e ci aspettiamo un successo al primo turno in altre importanti realtà si andrà al ballottaggio dove potremo far valere le nostre idee e le nostre proposte di sviluppo della Sardegna che, con il governo regionale di Castellacci e della destra conosce una stagione di difficoltà, di scandali e di immobilismo”.
Per Silvio Lai, segretario regionale del Pd in Sardegna “le coalizioni di centrosinistra tornano ad essere competitive dopo la pesante sconfitta dell’anno scorso. Con i dati delle regionali del 2009 avremmo consegnato 7 province alla destra. La politica delle alleanze e delle coalizioni messa in campo dal Pd e dal Cs è riuscita ad invertire la tendenza e ad aumentare il consenso e oggi vinciamo per tre province a due e siamo molto fiduciosi di ottenere un risultato positivo ai ballottaggi dove si potranno riunire situazioni che, anche per la peculiare natura delle elezioni provinciali, sono andate disgiunte. L’importanza delle coalizioni è tale che se solo l’Udc, all’opposizione in Parlamento, fosse stata con noi avremmo vinto in tutte le otto province subito.
Il Pd è di gran lunga il primo partito sardo e quando -ad operazioni ultimate- sommeremo i dati delle liste civiche vedremo che abbiamo aumentato i consensi ovunque.
Anche senza aspettare i ballottaggi, il dato più significativo e incontrovertibile adesso è certamente la bocciatura del centrodestra e della Giunta Cappellacci da parte dei sardi.
Il disastro del Pdl che crolla ovunque fa riflettere e significa solo una cosa, che le bugie hanno le gambe corte e dopo un solo di anno di malgoverno i sardi hanno punito il partito del Governatore. Tantissimi sardi che in buona fede avevano dato fiducia al Governo Berlusconi hanno tirato le somme di un anno di prese in giro e di sottrazione di risorse.
Ora noi dobbiamo saper parlare anche a quegli elettori e a tutti quei cittadini che, disgustati proprio dallo spettacolo emerso in quest’ultimo periodo, hanno disertato le urne. Vogliamo tornare ad essere un’ alternativa credibile per tutti quei cittadini e chiedere il loro voto.
Sentiamo una responsabilità enorme. Vogliamo partire dall’impegno preso una settimana fa. Il Pd è il partito del lavoro e siamo impegnati con i nostri eletti a realizzare il nostro patto per il lavoro nei primi 100 giorni di amministrazione”.

Il Pd si conferma in Trentino Alto Adige. Nella regione Trentino Alto Adige i candidati e le liste del Partito Democratico, hanno ottenuto significative affermazioni confermandosi anche nei comuni chiamati al voto nel turno di ballottaggio svoltosi domenica 30 maggio.

Infatti dopo i positivi risultati ottenuti nel primo turno, a Bolzano con la rielezione del sindaco uscente Luigi Spagnolli e l’elezione dei sindaci: Giorgio Dossi a Brentonico, Vittorio Fravezzi a Drò e Adalberto Mosaner a Riva del Garda, sono arrivate le affermazioni nei comuni di Laives con Liliana Di Fede che ha ottenuto il 61,4%, di Ala con Lugino Peroni espresso dal PD, Arco con Paolo Mattei, a Mori dove è stato eletto Roberto Caliari, e Rovereto che ha eletto il giovane Andrea Miorandi, sostenuto da PD, UPT, PATT e Civica.
Il Partito Democratico ha inoltre sostenuto l’elezione del sindaco di Merano Januth Gunther della SVP e di Storo dove è stato eletto Vigilio Giovanelli.
“Accolgo con soddisfazione i risultati delle elezioni comunali in Trentino e in particolare quello di Rovereto, che ha visto il Pd prevalere con Andrea Miorandi sul centrodestra”. Lo ha dichiarato Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Partito Democratico. “L’affermazione trentina consentirà l’avvio di un’azione riformatrice per il governo dei territori insieme alle moltissime realtà locali che il centrosinistra già governa in questa regione”. “Voglio ringraziare – ha concluso Zoggia – gli organi dirigenti, i militanti e gli elettori del Pd per l’unità e la serietà dimostrate e perché hanno reso possibile, insieme ai candidati, questi positivi risultati”.

martedì 1 giugno 2010

Giovani al lavoro? Sempre meno

Dati, dati e ancora dati. Sono quelli diffusi dall'ISTAT oggi sull'occupazione: lavorano sempre meno giovani, poche donne, pochi uomini. In un anno i posti di lavoro persi sono oltre 300.000.
Ma di giovani, donne e disoccupati il governo non si interessa.

I dati dell'Istituto Nazionale di Statistica, confermano l'emergenza lavoro: la disoccupazione continua a salire e il tasso raggiunto nell'aprile è all'8,9%, livello più alto mai raggiunto dal 2001. Nello stesso mese, sono stati 370mila i posti di lavori persi. Non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione giovanile che registra i dati più allarmanti: ad aprile è pari al 29,5%. L'Istat sottolinea che si tratta del dato più elevato da quando esistono le serie storiche mensili, ovvero dal 2004.

Giuseppe Fioroni, Responsabile Pd dell'Area Welfare ricorda come appena ieri c'è stato "l’allarme del Governatore della Banca d’Italia Draghi, oggi i numeri dell’Istat: in Italia un giovane su tre è senza lavoro, la disoccupazione giovanile rilevata ad aprile è al 29,5% con un aumento di 1,4% rispetto al mese precedente, cosa altro aspetta il governo per occuparsene? Mentre il Parlamento è in ostaggio giorno e notte del decreto sulle intercettazioni e di altre questioni di sicura urgenza per pochi e di rilevante danno per tutti, nessuno sembra preoccuparsi dell’unica, vera emergenza nazionale: il lavoro dei giovani".

Per questo Fioroni annuncia: "Presenteremo emendamenti chiari alla manovra per favorire la crescita,
l’occupazione e l’equità trovando risorse a carico dei soliti furbi che sin qui l’hanno fatta franca aiutati da scudi di vario genere, da quello fiscale a quello Mondadori: e qui, questo è certo, troveremo risorse infinitamente più grandi di quelle che il governo sta sottraendo ai docenti italiani già in grandissima sofferenza. Su questi temi il Pd sfiderà il governo e su questi temi valuteremo le loro vere intenzioni".

Riportiamo le stime, dati che è bene leggere con attenzione, ripartite tra: occupati, persone in cerca di occupazione, disoccupati, giovani disoccupati, inattivi, occupazione e disoccupazione maschile e femminile.

• Secondo l’Istat, il numero di occupati ad aprile 2010 è pari a 22 milioni 831 mila unità (dati destagionalizzati, vale a dire depurati dalle fluttuazioni stagionali), quindi inferiore dell’1,3 per cento (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, inferiore di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile dell’anno precedente.





• Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 220 mila unità, in crescita dell’1 per cento (+21 mila unità) rispetto al mese precedente e del 20,1 per cento (+372 mila unità) rispetto ad aprile 2009.





• Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,9 per cento, più elevato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.





• Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 29,5 per cento, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.

• Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni ( ovvero coloro che otre a non far parte della forza lavoro, non sono neanche in cerca di occupazione) è pari a 14 milioni 810 mila unità, con un aumento dello 0,1 per cento (+9 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,5 per cento (-0,2 punti percen-tuali rispetto al mese precedente e 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.

• Ad aprile 2010 l’occupazione maschile è pari a 13 milioni 613 mila, in riduzione dell’1,9 per cento (-263 mila unità) rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. In percentuale risulta pari al 67,6 per cento invariato nell’ultimo mese e in calo di 1,4 punti percentuali negli ultimi dodici mesi.

L’occupazione femminile è pari a 9 milioni 218 mila unità, in calo dello 0,5 per cento (-44 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Il tasso di occupazione femminile ad aprile è pari a 46,1 per cento, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.

• La disoccupazione maschile raggiunge, ad aprile, un livello pari a 1 milione 190 mila unità, in aumento del 2,7 per cento (+31 mila unità) rispetto al mese precedente e del 27,6 per cento (+257 mila unità) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il tasso di disoccupazione maschile è uguale all’8 per cento, in crescita sia rispetto marzo (+0,2 punti percentuali) sia rispetto ad aprile 2009 (+1,7 punti percen-tuali).

• Il numero di donne disoccupate è pari a 1 milione 29 mila unità, con un calo dello 0,9 per cento rispetto a marzo (-10 mila unità) e un aumento del 12,5 per cento rispetto ad aprile 2009 (+115 mila unità). Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 10 per cento, in aumento rispetto al mese di aprile 2009 (+1,1 punti percentuali).

La lettura dei dati trova concordi i democratici: puntiamo il dito soprattutto sull’emergenza nazionale del lavoro giovanile, sottovalutata dal governo, impegnato giorno e notte a lavorare su processi, intercettazioni, protezioni per i pedofili...ma non sulla crisi economica.

"Il nodo occupazione sta arrivando al pettine. A questi dati va aggiunto il peso della cassa integrazione che, al momento, contiene nuovi potenziali disoccupati - accusa Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera - insistiamo, la manovra finanziaria deve avere anche una quota di risorse destinata alla difesa dell’occupazione. Chiediamo di trasferire le risorse inutilmente stanziate per favorire la stipula di contratti di produttività aziendali, che come è noto sono l’ultimo pensiero di aziende e lavoratori in tempo di crisi, verso la diminuzione del costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire il passaggio dalle flessibilità alla stabilità del lavoro per i giovani". Purtroppo la manovra di Tremonti va in tutt’altra direzione.

"Nella manovra di Tremonti la parola giovani non appare neanche una volta. E le conseguenze di questi due anni governo della destra non possono essere che quelle rilevate oggi dall’Istat" fa notare Francesco Boccia della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

E’ entrato nel merito a pieno titolo, Fausto Raciti, Segretario nazionale dei Giovani democratici : "Capiamo che la vicenda non possa interessare il quarto uomo politico più ricco del mondo, ma i dati diffusi dall’Istat in merito alla disoccupazione giovanile dovrebbero indurre il presidente del Consiglio ad una riflessione seria. Il lavoro, presente e futuro delle giovani generazioni – ha continuato Raciti - andrebbero garantiti favorendo politiche per la crescita, investendo su ricerca e innovazione, facendosi alfieri nella Ue dell’attuazione di un Piano Europeo per il Lavoro, finanziato con gli eurobonds. Il governo attuale, invece, a partire dalla finanziaria di Tremonti e dal "Collegato lavoro" di Sacconi continua ad attuare politiche di precarietà, di tagli indiscriminati, di elisione di diritti e tutele, in particolar modo nel mezzogiorno".

Ha concluso Raciti: "Rispetto a tutto ciò crediamo sia giunto il momento che il premier, dopo 16 anni di spot, prenda atto del fallimento netto, irreversibile, della propria azione di governo e faccia un passo indietro. Le sue dimissioni sarebbero l’unico, vero, atto d’amore che potrebbe produrre per l’Italia".


sabato 29 maggio 2010

Una Repubblica fondata sul condono

 È la specialità del berlusconismo: mascherare le peggiori schifezze sotto nomi edulcorati.
L’hanno fatto infinite volte, l’ultima chiamando “legittimo impedimento” l’impunità per i potenti. Lo fanno di nuovo con
questa manovra finanziaria, dove il terzo condono edilizio dell’era Berlusconi è ribattezzato come “emersione delle case fantasma”. Ma la sostanza non cambia: con il pretesto di regolarizzare qualche migliaio di vecchi casolari sconosciuti al catasto, si prevede la sanatoria sia fiscale che urbanistica di centinaia di migliaia di abusi edilizi.
La prima a festeggiare per questa scelta è l’ecomafia, vero dominus del cemento illegale: basti dire che due terzi dei comuni campani sciolti dal 1991 a oggi per infiltrazioni criminali sono stati
azzerati per vicende di abusivismo edilizio. Festeggia la criminalità organizzata, passano per fessi i cittadini onesti che hanno costruito rispettando le regole, e pagheranno un dazio pesantissimo tutti
gli italiani. Perché la spirale abusivismo/ condoni colpisce al cuore alcuni dei più rilevanti interessi nazionali. Intanto fa crescere di continuo la condizione di insicurezza abitativa del Paese:
milioni di persone vivono in zone a rischio sismico, vulcanico, idrogeologico dove non si sarebbe
dovuto costruire, o abitano in case abusive che non rispettano i minimi standard di sicurezza statica.
Negli ultimi tre decenni, almeno un quinto di tutte le nuove costruzioni è nato illegale e la percentuale
è almeno doppia nelle regioni meridionali.
Tre condoni generalizzati (1985 Craxi, 1994e 2003Berlusconi) hanno sanato buona parte di questa immensa megalopoli abusiva, il quarto completerà l’opera legalizzando anche gli abusi degli ultimi sette anni. Qualche miliardo di euro l’incasso per il fisco, incomparabilmente maggiori le perdite, anche le perdite economiche. È come se le classi dirigenti, in particolare la destra, per la quale condonare, condonare tutto: abusi edilizi, evasione fiscale, esportazioni di capitali è un irresistibile riflesso pavloviano, s’impegnassero da un quarto di secolo per favorire la devastazione dell’ambiente, del paesaggio, e così facendo minassero uno dei principali punti forza – punto di forza anche economico, competitivo – dell’identità italiana.
Questa cecità è uno dei grandi mali del Paese e un potente alimento per i rischi di declino nazionale.
L’etichetta “bel paese” rappresenta un formidabile marchio di fabbrica per il Made in Italy nel
mondo:trasformarla in pubblicità ingannevole significa lavorare contro il bene comune.

Roberto Della Seta (parlamentare PD)

venerdì 21 maggio 2010

L appello all'unità di Bersani



Da Bersani appello all'unità
"Cerchiamo di capire il Paese"

Il leader democratico: "Non serve prendersela con noi per dimostrare di essere contro Berlusconi". "Il partito è patrimonio comune, non feudo personale". Poi attacca il governo su manovra, crisi europea e appalti. "Acqua fresca i provvedimenti anticorruzione"
 Un discorso rivolto a cercare il massimo di unità. Ma anche a difendersi da attacchi che mettono a rischio il partito. Pierluigi Bersani chiede "rispetto" per il Pd. Un discorso definito da Walter Veltroni "una buona base di discussione".
"Si può forse immaginare un'alternativa a Berlusconi contro il Pd? La si può forse immaginare senza il Pd? Si vuole davvero allora un'alternativa a Berlusconi? Se è così occorre un reciproco rispetto tra tutte le forze, le culture, i soggetti che possono dare un contributo all'alternativa. Rispetto per il Pd anche in casa nostra". Perché non c'è solo la critica di chi "per qualificare il proprio conformismo verso la destra, se la prende con noi ma fa male soprattutto quella di chi, nell'area politica e culturale del centrosinistra, "per dimostrare quanto sia ferocemente contro Berlusconi se la prende con noi".

"Ciascuno nel partito - avverte il segretario - deve sapere che quando parla o agisce si occupa di un patrimonio comune non razionabile in feudi personali o in ambizioni personalistiche".

La sfida: interpretare il disagio. "Per quante sfumature possiamo usare - ammette Bersani - per interpretare le recenti elezioni regionali, il fatto incontrovertibile è che non siamo ancora riusciti a interpretare il disagio e l'inquietudine profondi che il paese vive". Per farlo, aggiunge, sono poco utili i "girotondi su noi stessi" e le parole che "solo noi comprendiamo". "Credo - dice il leader democratico - che riusciremo a rispondere a quella domanda centrale se ci porteremo direttamente al cuore dei problemi degli italiani e se porteremo lo sguardo all'altezza delle responsabilità che competono a una delle più grandi forze progressiste europee, quali noi siamo".
"Manovra, se il governo fa sul serio pronti a discutere". Sono i giorni dell'aggiustamento dei conti pubblici e il segretario democratico chiede al governo "una vera manovra economica e non l'ennesimo tirare a campare". Un intervento che punti alla crescita del Pil, "senza la quale non si tengono a posto i conti pubblici". ''Caro Berlusconi, caro Tremonti - è l'invito di Bersani -, bisogna che vi convinciate che senza un po' di crescita in più non terremo i conti a posto e alla lunga non convinceremo i mercati perché a ritmi di crescita così bassi il debito non si assorbira' mai''. Per Bersani, "il Paese ha un problema serio, ben al di là del raggiungimento al 2012 del parametro di deficit. Un problema che riguarda la nostra struttura economica e sociale''.

Infine: Il Pd è pronto a discutere della manovra economica, "a patto che il governo faccia sul serio e ci metta la faccia". Non basta, per il leader democratico, raggiungere il rapporto deficit-pil previsto per il 2011, ma "bisogna alleggerire rapidamente il lavoro, l'impresa e le famiglie e mettere il carico sulla rendita e sulle ricchezze, così come avviene in tutti i paesi del mondo avanzato, nessuno dei quali, aggiungo, esclude il patrimonio dalla responsabilità collettiva". Bisogna poi "recuperare evasione" fiscale, ridurre la spesa per beni e servizi della pa, "aprire e regolare i mercati" e "puntare sui piccoli cantieri e sull'efficienza energetica e le reti tecnologiche".
Euro, salvati da Prodi. "Forse chi aggredì Prodi quando entrammo nell'euro si rende conto adesso che senza l'euro noi saremmo nel Mediterraneo con della carta straccia in tasca". Così Bersani sulla crisi finanziaria europea, da ricollegare al nodo "non del tutto risolto" di una Europa economica e politica. Serve dunque "un'Europa federale, non più solo intergovernativa e mercantilistica, con istituzioni pienamente democratiche orientate al lavoro, alla crescita, ai diritti. Un'Europa costruita con adeguate cessioni di sovranità e che trovi nell'area dell'euro la sua locomotiva, anche con cooperazioni rafforzate". Cinque sono i punti che indica Bersani: regolazione dei mercati finanziari, piano europeo per il lavoro, mercato interno aperto secondo il rapporto Monti, coordinamento delle politiche fiscali, standard sociali e ambientali minimi.

"Appalti, non solo mele marce". Bersani respinge l'interpretazione dei risvolti dell'inchiesta sugli appalti fornita da Berlusconi. "Non è solo questione di mele marce. La questione è il cesto, e cioè il sistema". Un sistema, è l'analisi del segretario, "di progressivo allestimento di procedure e strumenti capaci di svuotare, con mille eccezioni e deroghe, le regole di trasparenza e di imparzialità nella gestione del denaro pubblico". Poi attacca: "Le misure anticorruzione presentate dal governo sono acqua fresca, e dico qui che l'introduzione del reato di autoriciclaggio è indispensabile. Proponiamo una immediata e generale rivisitazione di queste norme e un perfezionamento delle procedure ordinarie di gara. Il governo, invece di chiacchierare di mele, lasciando tutto com'è, faccia lavorare la magistratura e ci dica da parte sua che cosa intende fare per intervenire sul sistema".

Veltroni: "Una buona base di partenza". Il discorso di Bersani è apprezzato dall'ex segretario Walter Veltroni, soprattutto la prima parte, quella contenente "l'appello all'unità del partito". "Una buona base di partenza" commenta Veltroni. L'appello all'unità "vale per ieri e per oggi. E' un richiamo sempre valido" aggiunge, ricordando come la conflittualità interna e i personalismi siano "uno storico difetto della sinistra e del centrosinistra. Noi abbiamo consumato, in pochi anni, sette leader, mentre quelli del centrodestra sono sempre gli stessi dal '94 ad oggi. C'è sempre stata una specie di personalizzazione conflittuale alla quale, almeno per quanto mi riguarda, non voglio partecipare". "Per me contano le idee politiche - sottolinea Veltroni, indicando il palco dal quale ha appena finito di parlare Bersani - contano le ispirazioni di un partito che ho contribuito a fondare e che deve essere un partito capace di raccogliere un Paese deluso da Berlusconi e a portarlo al cambiamento, non del Governo, ma dell'Italia. Quindi, il richiamo finale all'unità e assolutamente giusto e, lo ripeto, valeva ieri e vale oggi".

mercoledì 19 maggio 2010

Verso l'Assemblea PD


“Prepariamo giorni migliori per l'Italia” sarà lo slogan dell’ Assemblea nazionale di venerdì e sabato prossimi e la frase che racchiude il senso di Pd Open, l’insieme di iniziative del Partito Democratico per costruire il programma. Un percorso di confronto e dibattito con la mobilitazione dei circoli, dei forum e di tutti gli eletti del Pd che si concluderà entro la fine dell'anno con la realizzazione del programma di alternativa di governo basato su dieci parole.

Nel presentare Pd Open e le prime parole, Enrico Letta, vice segretario dei democratici si è voluto soffermare sul tema della motivazione etica che sostiene il progetto: “nelle favole, la morale arriva alla fine, in politica all'inizio”. Questa motivazione etica si realizza innanzi tutto con la riduzione dei costi della politica.
Letta ha voluto ricordare come la proposta del ministro Calderoli di tagliare del 5% lo stipendio dei parlamentari e dei ministri va considerata come una vera provocazione. Potrebbe essere un punto di partenza considerando che nella scorsa legislatura, il governo Prodi aveva già realizzato un taglio del 30% dello stipendio dei ministri. “Partendo dal presupposto dell'autonomia delle Camere, serve maggiore trasparenza. Ad esempio attraverso la certificazione dell'azione dei parlamentari e la retribuzione degli assistenti perché tutti i soldi che non hanno tale certificazione vanno restituiti all'erario”.

“Con Pd Open – ha continuato la Bindi – il Pd realizzerà un programma per l'alternativa che prende corpo nel nostro Paese”. Il Pd si assume la responsabilità di dare risposte concrete alle necessità dell'Italia.
“Con la modifica del suo Statuto – ha aggiunto Maurizio Migliavacca, coordinatore della Segreteria – proposta all'unanimità dal Comitato incaricato, il Pd sarà un partito più vicino agli iscritti, agli elettori e ai cittadini”. Dall'assemblea nazionale verranno approvate misure a tutela della moralità pubblica e della buona politica attraverso un'anagrafe degli eletti; dichiarati incompatibili i doppi incarichi; devoluto il 50% delle risorse finanziarie al territorio.

Istituzioni. Da ciò che è Stato a ciò che sarà. In linea con le scelte fatte dai padri fondatori della Repubblica, il Pd propone la sua impronta riformista: istituzioni più snelle ma nello stesso tempo più efficaci.

Università e ricerca. Ultimo appello. Il mondo del Sapere sta vivendo una situazione critica. La causa principale sta nella pessima politica del governo fatta di tagli indiscriminati pari a un miliardo di euro per i prossimi tre anni. Il Pd si schiera con fermezza e convinzione dalla parte dei ricercatori, vittime di questa politica superficiale e sbagliata.

Lavoro. Il futuro dei giovani è un presente: io lavoro. Il lavoro è il vero dramma per i giovani. La disoccupazione o la precarietà segnano difficoltà profonde e deprimenti. Sono necessarie riforme e nuovi strumenti a tutela del lavoro e dell'occupazione. Primo punto: gli ammortizzatori sociali.

Green Economy. In italiano: un affare pulito. L'obiettivo del Pd è quello che il tema ambientale e le politiche della green economy siano un vero e proprio affare ovvero che corrispondano ad un punto in più del Pil. Valorizzando innanzi tutto il sud del Paese.

Giustizia. Sulla bilancia della giustizia dobbiamo avere tutti lo stesso peso. La riforma della Giustizia è un obiettivo fondamentale solo se vengano garantiti tre principi cardine: efficienza, tempi certi e uguaglianza per tutti davanti alla legge.

Europa. La nostra Europa è federale, la nostra Italia è unità. In questi momenti difficili per l'Europa e l'Euro occorre rilanciare con maggiore forza la proposta federale. È necessaria un'Europa unita sia economicamente, sia politicamente.

Entro l'anno, con la stesura delle dieci parole del programma del Pd, ci saranno 10 iniziative in altrettanti luoghi simbolici dell'unità dell'Italia. Bologna, Genova, Milano, Napoli e Torino saranno le tappe in 5 grandi città.

Pd Open sarà un impegno corale, segno profondo di coinvolgimento di tutto il partito senza alcuna logica nominalistica. Pd Open sarà il cambio di passo.

martedì 18 maggio 2010

Cercasi idee per l'estate lenolese


Premetto che questo post vuole avere ben poco a che fare col precedente sul piazzale Che Guevara, nel senso che la denuncia del degrado non ne sarà la componente principale (anzi,non ne tratterò affatto).

Estate 2007: L’Anfiteatro Mondragon,o meglio il Teatro, si vede sfondo di 2 spettacoli a cura del centro artistico G.Verdi,di 4 spettacoli teatrali,del Festival Pontino di Musica,di altre 3 serate musicali (“Symposium quintet”,”tre voci e un pianoforte”,”gran concerto corale Fra Deo Gratias”), della manifestazione storica “Happy bimbo” (al secolo bimbo show) e della serata di premiazione del “Colle d’Oro”. Un totale di 11 eventi di un certo livello, senza considerare altre serate (saggi delle palestre ad esempio e serate di area-dance).Insomma un uso non logorante del complesso, tuttavia un discreto bottino.

Anno seguente all’Anfiteatro..Estate 2008: Concorso voci nuove,Happy bimbo,Festival Pontino di Musica, serata di Jazz Swing. Un decremento del 60% nel numero delle manifestazioni in un solo anno.

Ultimo anno:Estate 2009:Colle d’oro,commedia fondana.Punto.

Ho focalizzato l’attenzione sull’Anfiteatro in quanto esempio più eclatante del declino dell’estate lenolese.Ritornano alla mente serate d’infanzia in cui per un gelato alla Villetta bisognava mettersi in fila dall’ingresso della Pineta, Villetta che come sembra certo QUEST’ESTATE RIMARRA’ CHIUSA. O quando ero impossibiltato a “collaudare” il mio nuovo monopattino, causa troppo “traffico pedonale” per il viale.O ancora le serate di calcetto da tutto esaurito...

Il ricordo sembra essere l’unica cosa che rimane di un tempo d’oro per l’economia estiva.Guardando la Jungla Mondragon svaniscono le residue speranze di una ripresa imminente. Anche perchè la “concorrenza” non resta a guardare:Campodimele nel solo mese di Agosto 2009 offre 4 serate di teatro, 2 serate musicali e 1 dedicata a un concorso di poesia. Se per realtà come Sperlonga,Gaeta o Terracina basta il fascino e la praticità dello stare in riva al mare, Priverno colma il gap con un concerto di Marco Carta, uno di Amy Coleman,una serata di musica mozartiana,altre 2 serate musicali,una 3 giorni di festa stile medioevo (“suggestioni medievale”) , il tutto condito dai “venerdì culturali” a tema :scienze,arte ecc..

Torniamo a noi.E’ inopinabile il fatto che l’unico evento che ha attratto un minimo di persone a Lenola la scorsa estate sia stato il torneo di Beach Volley, organizzato dall’Mpgroup. Cosa sarebbe stato Luglio sul Colle non oso immaginarlo.Quest'anno verrà riproposto, accanto al torneo di calcetto, che con mossa brillante partirà a metà giugno, vale a dire a Mondiali di calcio in corso e in un periodo ancora di rodaggio per l’estate. Oltre lo sport?Bisognerebbe chiederlo a un Comune che dispone di un assessore alla cultura e allo spettacolo, una Commissione per la gestione del Territorio e una per l’Ambiente, oltre che a una Pro Loco.

Un paese che vedo in piena stagnazione, ecomica ma soprattutto di idee.Quelle idee che pullulavano fino a ieri, che si materializzavano in un turismo florente e che oggi restano confinate in un’era non più rivivibile a meno che non si realizzi un’apertura mentale, che nell’immediato certamente porterebbe a valutare in senso negativo l’operato dell’amministrazione fino ad oggi, ma che soprattutto fornisca spinta e spirito d’iniziativa per un futuro raggiante.